Come raggiungere un traguardo senza fretta, ma senza sosta.

Ciao, mi chiamo Loris

Sono nato come giardiniere e dopo un attività di 15 anni, ho sentito l'esigenza personale di rivedere i miei ritmi, personali e lavorativi.

Il mio lavoro mi appaga e mi gratifica ancor oggi, quello che non mi aggrada é questa frenesia continua logorante.

La fretta è un vizio prevalentemente occidentale, legato all'idea di produttività ed efficienza. Le antiche culture orientali insegnavano invece a coltivare la lentezza, la consapevolezza e la pazienza, intesa come arte dell'attesa.

Ho la passione per un piccolo orticello, e cerco di tenere a mente l'insegnamento che esso mi da. Restare a guardare la terra che lentamente sa dare vita e nutrire, sostenuta dalle mani sapienti del contadino, a innumerevoli piante; ognuna con il suo ritmo giunge a maturazione al momento giusto e ci fa godere dei suoi frutti.

Osservando cambiamenti nel tempo si possono raccogliere anche frutti più profondi, insegnamenti che si possono metaforicamente applicare al nostro vivere quotidiano, come la cura, l'attesa, la fatica e la pazienza.

Quando coltiviamo dobbiamo rispettare il ritmo della natura: non tutti i momenti sono giusti per la semina, né per la concimazione....

Con cautela possiamo stare ad osservare e capire... spettatori di questa crescita, capiamo che ogni azione in più risulterebbe inutile se non addirittura nociva.

Le azioni in più sono quelle dettate dalla fretta, dall'ansia del frutto, dal voler rispondere ad un nostro bisogno anziché ascoltare e rispettare quello dell'altro.

Troppo spesso mettiamo davanti le nostre aspettative rispetto alla realtà e alla necessità del progetto.

Lo stesso rispetto dovrebbe valere per noi e la nostra vita: dobbiamo osservarci come una pianta che cresce e non avere questa frenesia che ci caratterizza.

Molte volte mi rendo conto della mancanza di contatto con il processo, nel qui ed ora, e la ridotta pazienza rispetto all'ottenimento di un risultato, DEL RISULTATO.

Un giorno di agosto una diagnosi fermo quella frenesia.

Da li a data da destinarsi non c'era più fretta, ed iniziai a vedere il mio orticello continuare a produrre frutti anche senza il mio intervento costante ed assiduo, ebbi a disposizione diversi mesi per osservare che la natura faceva il suo corso con lentezza.

Ammirando la natura attorno a me, a noi possiamo vedere come ogni pianta abbia il suo ritmo per crescere e se esso viene forzato, perde la sua energia .

Dalla mia "forzata osservazione della natura" intraprendo un cambiamento profondo, invece di preoccuparmi esclusivamente del risultato, inizio a coltivare il mio progetto, dandogli i giusti ingredienti di cui ha bisogno, amore e attenzione, e rispettando il suo ritmo potremmo osservarlo mentre perde forma.

Un Operatore Olistico

Loris Dalla Cia